“Real politique” fossanese
Fede | %A %B %e%q, %YNo, non stiamo parlando dell’Europa della seconda metà dell’800, afflitta da guerre e dalla imminente nascita della grande potenza tedesca, ma della piccola città di Fossano nell’anno del rinnovo dell’amministrazione comunale. Un paragone forse esagerato, forse un pò azzardato, ma che in fondo trova il suo significato in una politica che assomiglia troppo alla Prussia di Bismark. Una politica che ai diversi gradi, comunale, provinciale, regionale e nazionale manifesta chiaramente un’Italia malata e bisognosa di drastici cambiamenti.
Prima di candidarmi alle comunali, prima di assaggiare quell’antipasto di politica che ha accompagnato la mia crescita dell’anno da poco terminato, mai avrei pensato che il lato peggiore della politica avrebbe fatto capolino sul tavolo da gioco, anche quando sono in gioco gli interessi di un semplice comune. Ed ecco così iniziare il teatrino dei giochi di potere atti a relegare (e regalare) una città in mano ad una sinistra che comanda ormai da 15 anni, spaccando quel poco di unità che il centrodestra avrebbe potuto vantare.
Una delle scenette che ha fatto più scalpore nel siparietto fossanese ha mostrato un partito come la Lega Nord preferire una pluripartitica candidata, ad un folto gruppo di militanti che lavoravano per il partito da quasi 20 anni, dimostrando come anche la Lega sia ormai passata da “Movimento idealista” a “Partito di governo”.
L’ideale? dove sta? Le risposte potrebbero essere tante (alcune poco educate, altre addirittura sconce), ma tutte avrebbero lo stesso significato: “l’ideale ormai è collocato sotto i piedi”. Lo dimostrano i salti da un partito ad un altro da parte di personaggi che, mentre il mese prima erano contrari alle “Ronde”, il mese successivo le inseriscono come primo punto di programma ; lo dimostra il fatto che ben 3 candidati sindaci su 6 si prendono la libertà di non presentarsi ad un confronto pubblico organizzato con la popolazione, e nonostante questo vengono votati; lo dimostra il fatto che persone che fino ad un giorno prima lavorano al tuo fianco, il giorno dopo sono a far telefonate in giro per formare una lista a supporto del tuo nemico, in cambio di un pugno di briciole.
Come si può avere la pretesa che i giovani di avvicinino alla politica quando sono proprio “vecchi” politici ad allontanarli? Io personalmente ho vissuto una esperienza breve, ma personalmente molto costruttiva, e che mi ha permesso di arrivare ad alcune conclusioni:
- La politica fa schifo;
- La politica non si cambia dall’oggi al domani… ma decidiamo solo da dove cominciare!
- Se il tuo pseudo-avversario non è nemmeno riuscito a spiegare al suo avvocato il motivo per cui vuole denuniciarti, tanto che è l’avvocato stesso a telefonarti per chiedertelo, sappi che chi hai davanti non vale nemmeno l’energia sprecata per farti una sana risata;
- Attualmente in politica l’ideale non paga: se vuoi grandi soddisfazioni salta da un partito all’altro in base alle opportunità, costruisci e disfa convenienti alleanze Bismarkiane, sempre se dopo riuscirai a guardarti allo specchio;
- L’ideale è una delle cose più importanti nella vita di un uomo: peccato che sia la meno importante nella politica attuale.






